Il nuovo festival teatrale Play vuole superare le barriere linguistiche | Pro Grigioni Italiano

Il nuovo festival teatrale Play vuole superare le barriere linguistiche

Articolo - Il nuovo festival teatrale Play vuole superare le barriere linguistiche

12 maggio 2026

(La presente traduzione è stata realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale)

 

A Zurigo prende il via un nuovo festival: Play vuole essere una piattaforma dedicata al teatro contemporaneo e, al contempo, superare i confini tra le regioni linguistiche svizzere.

(Keystone-SDA) Per tre giorni (dal 7 al 10 maggio), il pubblico potrà scoprire, insieme a drammaturghe, registi, attrici e giovani professionisti del teatro provenienti da tutta la Svizzera, quanto sia polifonico e di grande attualità il mondo del teatro.

«A differenza dei libri, il teatro può reagire molto più rapidamente al presente», afferma la co-direttrice del festival Philine Erni all’agenzia di stampa Keystone-SDA. Ma il teatro non si può comprare in libreria; chi vuole scoprire gli spettacoli deve andare a vederli. Play vuole offrire questa possibilità – «in forma concentrata», secondo Erni.

Il cuore del festival è un concorso di opere teatrali che si concluderà domenica con l’assegnazione di un premio della giuria e di un premio del pubblico. Il premio della giuria è dotato di 10'000 franchi, quello del pubblico di 5'000 franchi. Sono stati nominati otto testi degli ultimi due anni in tedesco, francese o italiano. Tra gli autori figurano Sarah Calörtscher, Heinz Helle, Iris Keller e Laura Leupi. Dal Ticino partecipa Prisca Agustoni, dalla Romandia Lou Lepori.

Venerdì e sabato, sul palcoscenico del Teatro Neumarkt, saranno in scena versioni ridotte delle loro opere, della durata di poco meno di mezz'ora. Per l'occasione arriveranno compagnie teatrali da tutta la Svizzera: oltre al Teatro Neumarkt, dal Teatro di Lucerna, dal Teatro di San Gallo, dal Teatro di Basilea, dai Bühnen Bern, dal laboratorio di formazione ticinese Prismi/Luminanza, dal Théatre du Loup di Ginevra e dalla compagnia «Das Archiv».

Molte delle candidature al concorso erano «decisamente multilingui», afferma Philine Erni. Ad esempio, francese o italiano-tedesco, e anche turco-dialetto. Erni vede in questo una nuova consapevolezza di sé, ovvero il fatto che si scriva anche in «lingue apparentemente minoritarie» e che si affronti il fatto che «la nostra realtà è multilingue», con tutti gli ostacoli, le qualità e i malintesi che possono presentarsi.

Conquistare il palcoscenico con il karaoke teatrale
Oltre al concorso di opere teatrali, Play propone format per professionisti ed eventi per il pubblico, dai dibattiti alle serate notturne. Sabato sera il pubblico potrà addirittura conquistare il palcoscenico con un karaoke teatrale. Qui i grandi successi del teatro, da Sibylle Berg a Dürrenmatt o Il colpo di mela di Tell di Schiller, saranno letti insieme ai membri della compagnia dello Schauspielhaus di Zurigo. Erni promette «divertimento, ma anche scene molto serie».

Dietro al festival Play ci sono, nel comitato direttivo, lo scrittore e uomo di teatro Lukas Bärfuss, l’autrice grigionese Gianna Olinda Cadonau, la donna di teatro zurighese Sabine Harbeke, l’artista teatrale e performativa basilese Ariane Koch, nonché l’autrice Marina Skalova, nata a Mosca e residente a Ginevra.

L'edizione di quest'anno di Play è considerata la prima ufficiale. L'anno scorso, infatti, gli Bühnen Bern avevano già ospitato una edizione. Il prossimo anno Play si terrà a Bienne. Gli operatori teatrali possono già inviare i propri testi.

Uno dei motivi per cui questo festival dovrebbe esistere è che proprio «nel teatro i punti di contatto tra le diverse aree linguistiche sono molto limitati», afferma Erni. L’area di lingua tedesca e quella di lingua francese producono fondamentalmente un teatro molto diverso. A Play si possono quindi fare delle scoperte, «nel concorso addirittura selezionate in anticipo da una giuria di cinque membri», sottolinea Erni.