Una voce per le minoranze linguistiche | Pro Grigioni Italiano

Una voce per le minoranze linguistiche

Articolo - Una voce per le minoranze linguistiche

Una voce per le minoranze linguistiche

Anna Giacometti sull’iniziativa popolare “200 franchi bastano” 

 

Il plurilinguismo è parte integrante e fondamentale dell'identità svizzera. Esso rappresenta una risorsa straordinaria per il nostro Paese, un patrimonio linguistico e culturale che dobbiamo preservare e promuovere, sia in Parlamento che in tutti gli ambiti della nostra società.


Uno dei pilastri che tiene unita la Svizzera è il servizio pubblico radiotelevisivo, essenziale per la tanto evocata coesione nazionale. La riduzione del canone a 200 franchi produrrebbe effetti sproporzionati proprio nelle regioni periferiche e tra le minoranze linguistiche, dove la presenza di un servizio pubblico forte non è un lusso, ma una condizione essenziale per garantire equità, rappresentanza e partecipazione.


I tagli previsti, con forti ripercussioni sul personale e sulla programmazione, colpirebbero l’intero Paese, ma in modo particolarmente duro le regioni che già oggi dispongono di una copertura radiotelevisiva ridotta. Eppure, proprio laddove le distanze geografiche e linguistiche possono creare fratture, la presenza di un’informazione accessibile, indipendente e affidabile svolge un ruolo essenziale perché favorisce la conoscenza reciproca, promuove il plurilinguismo e contribuisce a mantenere un legame solido tra tutte le regioni della Confederazione.


Particolarmente allarmante è l’impatto, già annunciato, che i tagli avrebbero sulla copertura dell’attualità e dell’informazione quotidiana. Per il Grigionitaliano (come pure per tutta l’italofonia in Svizzera), le trasmissioni della RSI costituiscono un accesso regolare a notizie regionali, cantonali, nazionali e internazionali in lingua italiana. Ogni riduzione del servizio significherebbe, di fatto, una perdita di visibilità e di voce per una comunità che già oggi deve impegnarsi con forza per far sentire le proprie esigenze e tutelare la propria identità linguistica e culturale.


Garantire un servizio pubblico in tutte le lingue nazionali non è dunque solo una questione di equità e coesione: il ruolo della SSR – e in particolare quello della RSI per la Svizzera italiana e della RTR per la lingua romancia – è di fondamentale importanza.


In passato, mi ero già mobilitata contro l'iniziativa "No Billag", portando la mia testimonianza come sindaco di un Comune di montagna colpito da una catastrofe naturale. In quell'occasione, l'informazione nelle lingue nazionali e la copertura mediatica furono determinanti per garantire una comunicazione tempestiva e trasparente alla popolazione e agli attori coinvolti, oltre che per la raccolta dei fondi necessari alla ricostruzione delle zone danneggiate.


C'è poi un altro aspetto da non sottovalutare: la cultura. La RSI e la RTR non si limitano a trasmettere notizie. Raccontano storie, danno voce alla popolazione, promuovono eventi, valorizzano il territorio. In poche parole, contribuiscono a mantenere viva la diversità culturale e l'identità svizzera, che rischierebbero di affievolirsi se affidate unicamente alle logiche del mercato.


L'informazione della SSR nelle quattro lingue nazionali è uno strumento democratico, un ponte tra le culture, una voce per coloro che rischiano di non averne una. In una società sempre più complessa e frammentata, questa voce è più importante che mai.
 

L'articolo originale è apparso il 27.02.2026 sulla colonna Il Favonio di Südostschweiz: Eine Stimme für die Sprachminderheiten | Südostschweiz