Una serata al cinema: «Il giovane favoloso» | Pro Grigioni Italiano

Una serata al cinema: «Il giovane favoloso»

Articolo - Una serata al cinema: «Il giovane favoloso»

A fianco dello spettacolo teatrale Fuori Misura messo in scena nello stesso pomeriggio dalla nota compagnia milanese «Quelli di Grock», la Pgi Coira propone una serata al cinema per guardare insieme il film Il giovane favoloso, sempre dedicato alla figura del grande poeta Giacomo Leopardi.



Uscito nel 2014 e presentato alla 71° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il film scritto e diretto da Mario Martone e con principale protagonista l’attore Elio Germano ha raccolto in Italia molti prestigiosi premi. 


Così ha scritto il critico Paolo Mereghetti sul «Corriere della Sera»:
«Fare un film su Giacomo Leopardi è come camminare su un crinale friabile e scivoloso. A ogni passo si rischia di cadere nello schematismo, nell’enfasi gratuita o, peggio, in una logica voyeuristica da “buco della serratura”. Mentre sulla testa incombe la slavina del nozionismo scolastico, con i suoi luoghi comuni. Diciamo subito che, con Il giovane favoloso – accolto in sala da dieci minuti di applausi –, Martone ha saputo evitare tutte queste trappole per restituirci un Leopardi veritiero (i dialoghi citano spessissimo le lettere scritte e ricevute) e insieme capace di andare al cuore della sua riflessione poetica e filosofica mentre il film segue un suo percorso interiore di liberazione dalle “catene” della famiglia e dalle convenzioni della società per riappropriarsi della propria vita e di un rigenerante legame con la natura. (…)
Tutta questa materia è raccontata da Martone, che firma la sceneggiatura con Ippolita di Majo, in sottotono, senza voler sottolineare nessun episodio o significato in particolare, ma disegnando l’animo irrequieto di un giovane alle prese con le “gabbie” da cui vuole fuggire. Unica vera libertà il dissonante accompagnamento musicale di Sascha Ring, oltre all’episodio inventato dell’incontro col femminiello nel bordello “felliniano” di Napoli. Per il resto, la ribellione di Leopardi è fatta di piccoli passi, di un appunto lasciato alle pagine dello Zibaldone, di uno sguardo dalla finestra (verso quella vita che sembra sfuggirgli), di una poesia che fa risuonare la sua sensibilità, accennando a molti accadimenti biografici (…). E se qualche volta la messa in scena sceglie di mettere l’accento su un elemento, lo fa attraverso la straordinaria fotografia di Renato Berta, capace di sottolineare con la luce i chiaroscuri di un’anima o l’emozione di un paesaggio.
Allo stesso modo la recitazione del cast sceglie un verismo mai troppo sottolineato, a volte giustamente ieratico (Graziosi, Popolizio, la madre affidata a Raffaella Giordano), altre volte più mimetico (Mouglalis, Riondino e tutti gli altri) su cui spicca la prova di Elio Germano, alle prese con un personaggio le cui poesie e le cui deformazione rischiavano di innescare il pilota automatico delle reminiscenze scolastiche, e che invece mostra sullo schermo una misura invidiabile, mai troppo enfatica nella dizione né troppo marcata nell’incedere, capace anche attraverso i toni della voce e le pose delle azioni di restituirci un po’ di verità».