Il tramonto della stregoneria in Valposchiavo (1674-1753)
Articolo - Il tramonto della stregoneria in Valposchiavo (1674-1753)
Il 21 aprile 2016 si parla di uno dei momenti più bui della storia locale. Cristina Giulia Codega illustra i risultati della sua ricerca sui processi per stregoneria valposchiavini e l’archivista comunale Marco Fighera presenta il progetto di digitalizzazione degli stessi, promosso dal Comune di Poschiavo.
Sono ben 130 i processi per stregoneria conservati negli archivi comunali di Casa Torre a Poschiavo. Un triste primato, che documenta però in maniera straordinaria un periodo buio della storia europea, e di quella valposchiavina in particolare.
Da Orsina de Doric nel 1631 a Caterina Zala, detta «Castellina» nel 1753, si calcola che furono celebrati in Valposchiavo circa 300 processi, con degli spaventosi picchi negli anni ’70 del Seicento.
«Lassem giò che dirò la verità!» si ritrova spesso scritto negli atti processuali poschiavini. Alle imputate, esauste dalle torture, non rimaneva infatti alternativa, che fingere di essere realmente collegate al demonio, per dare fine al proprio martirio.
A questa disperata invocazione di pietà, si rifà anche il titolo scelto per la tesi di laurea presentata dalla valtellinese Cristina Giulia Codega, al centro della conferenza pubblica. La ricerca depositata presso la facoltà Studi Umanistici nel Corso di Laurea Magistrale in Scienze Storiche all’Università di Milano intitola infatti «Il lamento delle streghe: “Lassem gió che diró la verità”. Il tramonto della stregoneria in Val Poschiavo (1674 – 1753)».
In coda all’intervento della ricercatrice valtellinese, l’archivista Marco Fighera illustra il progetto di digitalizzazione realizzato dal Comune di Poschiavo al fine di rendere fruibile il patrimonio storico costudito in Casa Torre. I processi per stregoneria valposchiavini sono infatti ora tutti disponibili anche su internet, con tanto di schede riassuntive e un sistema che permette ricerche mirate.
Immagine: Francisco Goya, Il sabba delle streghe, olio su tela, 1819 - 1823 (dettaglio)