Fidelio alla Scala... di Coira | Pro Grigioni Italiano

Fidelio alla Scala... di Coira

Articolo - Fidelio alla Scala... di Coira

Per tutti gli amanti della musica, domenica 7 dicembre, giorno di sant’Ambrogio, il Cinema Apollo propone la proiezione in diretta della «prima» del Teatro alla Scala di Milano, l'evento lirico più importante dell'anno a livello internazionale. In scena il Fidelio di Ludwig van Beethoven diretto da Daniel Barenboim.


Benché l’opera prescelta per l’apertura della stagione 2015 – il Fidelio di Ludwig van Beethoven – non sia un’opera italiana, questo appuntamento e lo stesso Teatro – inaugurato nel 1778 con L’Europa riconosciuta di Antonio Salieri – con la sua stagione operistica e concertistica resta sicuramente uno dei più brillanti vessilli dell’«italicità» nel mondo.


Il successo del genere non si limitò a Parigi e alla Francia, diffondendosi nell’intera Europa e dando vita a ibridazioni e adattamenti di varia natura. Il poco più che trentenne Ludwig van Beethoven – che da poco aveva composto la sua Terza sinfonia, l’Eroica – se entusiasmò subito, tanto da abbandonare il progetto teatrale cui già stava lavorando, ispirato a un tema classico, e rivolgersi a un soggetto ispirato a un fatto realmente accaduto ai tempi della Rivoluzione, del quale già si era servito Jean-Nicolas Bouilly per la sua Léonore, rappresentata a Parigi nel 1798 con musiche di Pierre Gaveaux. Come i grandi temi tragici della classicità, il soggetto si prestava a suscitare nello spettatore ora pietà, ora terrore ed era ben indirizzato verso la catarsi conclusiva, dove le sofferenze trovano la loro risolutiva purificazione.


Una prima versione del lavoro beethoveniano, intitolata Fidelio o l’amor coniugale e articolata in tre atti, andò in scena a Vienna il 20 novembre 1805 (una settimana dopo l’occupazione francese della città) con scarso successo. Una seconda versione ridotta in due atti, Leonora o il trionfo dell’amor coniugale, fu presentata sempre a Vienna il 29 marzo 1806, ma quasi subito ritirata. Fu poi necessario attendere alcuni anni perché il compositore rimettesse mano al lavoro, benché già nel 1807 – in vista di una rappresentazione a Praga che non ebbe poi luogo – apparisse una terza versione dell’ouverture. Su proposta dei tre cantanti che avrebbero interpretato i ruoli principali, Beethoven riprese l’opera e la rielaborò profondamente, rivedendo nuovamente l’ouverture e facendo rimaneggiare nuovamente anche il libretto: la versione finale, intitolata semplicemente Fidelio, fu messa in scena al Teatro di Porta Carinzia il 23 maggio 1814. Questa è la versione che normalmente viene messe in scena nell’odierne rappresentazioni, talvolta con l’aggiunta della terza versione dell’ouverture nel cambio di scena del secondo atto, come fatto per la prima volta da Gustav Mahler.


Atto II: Florestan giace incatenato nel buio della segreta e si lamenta della perduta libertà. Entrano Rocco e Fidelio, che si era deciso a salvare comunque il prigioniero dalla morte, chiunque egli fosse. Non appena ne ode la voce invocare il nome Leonore, tuttavia, riconosce subito in lui il marito. Quando Don Pizarro arriva per compiere l’efferato atto, Fidelio lo affronta e gli rivela la sua identità.
Uno squillar di tromba annunciante l’arrivo del ministro Don Fernando fa frettolosamente fuggire Don Pizarro dalle segrete, mentre Leonore e Florestan si abbracciano esultanti. Nella piazza del castello il ministro dà ordine che tutti i prigionieri siano liberati e ascolta da Rocco il resoconto dei fatti. Leonore toglie personalmente le catene al marito e, mentre i crimini di Don Pizarro vengono smascherati si leva un coro in lode dell’eroina.


La rappresentazione in lingua originale tedesca sarà trasmessa con sottotitoli in italiano e durerà circa 2 ore e 30 minuti.


Direttore: Daniel Barenboim
Regia: Deborah Warner
Scene e costumi: Chloe Obolensky
Luci: Jean Kalman