Eventi LMF
Articolo - Eventi LMF
VENERDÌ 22 NOVEMBRE
Soazza, centro culturale di circolo
Apertura Letteratura Moesano Festival
La Presidente dalla Pgi Moesano Ilaria Bottini insieme a tutti i collaboratori e le collaboratrici via danno il benvenuto alla prima edizione del Letteratura Moesano Festival
Benvenuto da parte della Biblioteca Comunale di Soazza
La Biblioteca comunale di Soazza, creata nel 1982, dal 2009 è ospitata all’interno del Centro culturale di Circolo. Dispone di circa 10 mila media tra libri di narrativa e documentazione per adulti, ragazzi e bambini. È aperta al pubblico tre volte la settimana. Funge anche da biblioteca scolastica per le scuole elementari di Mesocco-Soazza e Lostallo e per la sede di Mesocco delle scuole secondarie e di avviamento pratico, alle quali offre aperture straordinarie e letture mirate. La Biblioteca organizza, a scadenza mensile, incontri di lettura per i più piccoli (Nati per leggere) e per gli adulti (Tempo LIBeRO in biblioteca). Offre pure un corso di teatro per bambini e ragazzi. Sull’arco dell’anno, organizza vari eventi come incontri con autori, presentazioni librarie, pomeriggi creativi per grandi e piccoli. La Biblioteca di Soazza non è solo un luogo in cui prendere in prestito dei libri ma anche un luogo di incontro e scambio intergenerazionale.
Apertura
Letteratura Moesano Festival
Ore 18.30
Fake News - La legge del gregge
Angela Merkel è un’aliena rettiloide? Il vaccino contro il covid crea disfunzioni erettili? La terapia al mercurio praticata in passato è la dimostrazione dell’inaffidabilità della scienza?
Con particolare riferimento alla vita dell’umanista e martire Giordano Bruno (*1548 a Nola, Italia – † 1600 a Roma) viene inscenata in un percorso filosofico-cabarettistico la lotta secolare per l’esclusività interpretativa dell’informazione e della scienza, dai tenui lumi dell’umanesimo fino ai fari accecanti dell’iperinformazione.
“A chi si può ancora credere?” si chiede il cittadino disorientato, anche se intende: “A chi voglio ancora credere?” La fiducia nel gregge è scemata, siamo stati educati al pensiero critico, ci sentiamo unici e nessuno vuol rivelarsi uno stupido pecorone.
Ma benché non ci vada a genio: da secoli la natura ha scelto per gli Yaks, i lupi, i delfini, le formiche e per gli uomini il modello del branco.
Luca Maurizio, da bambino anche pastore di pecore e mucche, mette in scena con raffinato umore le sue conoscenze del branco e analizza le origini del latente scetticismo nei confronti dei media, delle istituzioni e della scienza. Schizza bizzarre visioni improntate da personalità grigionesi, affinché il gregge possa cambiare rotta e ritrovare la fiducia reciproca.
Il progetto “Fake News” venne premiato nel 2020 al concorso per la creazione artistica professionale del cantone dei Grigioni.
Nel 2021 Luca Maurizio ha vinto il Premio Letterario Grigione per i testi poetici delle sue canzoni e per la satira sagace della nostra società.
Luca Maurizio, Fake News
Ore 20.00
SABATO 23 NOVEMBRE
Cama, palestra comunale
Su af cuntela amò!
Presentazione del nuovo audiolibro per grandi e piccini curato dall’Asociazion Culturala Rorè-San Vitor, contenente 11 leggende della tradizione roveredana.
A Lanés, durante le tiepide e serene serate estive, nonno Gek inizò a raccontarle, rigorosamente in dialetto, le leggende della Bassa Mesolcina che lui amava tanto. In quelle occasioni gli sembrava non di narrare storie inventate da altri ma di rivivere vicende di cui era in qualche modo stato protagonista o spettatore. Il volto di un vecchio dalla barba lunga e bianca faceva capolino tra i suoi pensieri, un volto fiero perché la saggezza degli antenati si stava tramandando di generazione in generazione. E gli si riempiva il cuore di gioia ogni volta che la bambina gli chiedeva con insistenza: «Su af cuntela amò!»
L’Asociazion Culturala Rorè-San Vitor è stata costituita come no-profit a Roveredo il 10 marzo 2017. Il nome è volutamente in dialetto, perché la preservazione della lingua locale è un aspetto importante. Ha come oggetto di indagine il territorio e la storia dei due comuni di Roveredo e San Vittore e come simbolo il rinascimentale e scomparso ponte trivulziano, che fino al 1954 ha unito i due comuni. Il ponte viene ora gettato verso le nuove generazioni, prediligendo un linguaggio artistico.
Su af cuntela amò!
Tra le pagine e il palcoscenico: riflessioni sul rapporto tra letteratura e scrittura per la scena
Francesca Giorzi: ha iniziato a lavorare per la Radiotelevisione Svizzera nel 1987, con la conduzione di una trasmissione dedicata ai coetanei under 18 sulla neonata rete giovane della RSI. Laurea in Tecnica del linguaggio radiotelevisivo al DAMS di Bologna, attività teatrale nella compagnia Teatro la Maschera di Lugano, collaborazioni a festival video e nuove tecnologie, e varie esperienze di conduzione e giornalismo radiofonico per approdare nel 2001 alla responsabilità della Prosa RSI settore che produce e trasmette regolarmente originali radiofonici, sceneggiati e adattamenti da opere letterarie. Particolare impegno è investito nella ricerca di una drammaturgia acustica che passa dalla presa del suono binaurale (3D) e dal costante lavoro con autori, esecutori ed interpreti. E’ presidente dell’Associazione svizzera degli scrittori di lingua italiana dal 2015 al 2019.
Alan Alpenfelt: artista svizzero specializzato in performance e installazioni, regista e formatore teatrale, animatore radiofonico per la comunità e i giovani, DJ, produttore discografico e insegnante CELTA di inglese. Dal 2021 coordina Luminanza, un laboratorio per il teatro contemporaneo in lingua italiana in Svizzera. Nel 2022 ha vinto il Premio svizzero per le Arti dello Spettacolo per il suo lavoro di networking. Risiede in Ticino, Svizzera, e fa parte del consiglio di amministrazione di Re/fugium a Cima Città.
Vincenzo Todisco: scrittore, docente e collaboratore scientifico presso l'Alta scuola pedagogica dei Grigioni. Il suo esordio letterario risale al 1999 con la raccolta di racconti "Il culto di Gutenberg e altri racconti" (Armando Dadò), successivamente tradotta in tedesco come "Das Krallenauge" (Rotpunktverlag 2001). Ha scritto diversi romanzi, tra cui "Quasi un western" (2003), "Il suonatore di bandoneon" (2006), "Rocco e Marittimo" (2011) e "Il vento freddo dell’Altipiano" (2015, Armando Dadò Editore). Nel 2018 ha pubblicato il suo primo romanzo in tedesco "Das Eidechsenkind" (Rotpunktverlag), nominato per il Premio svizzero del libro (Schweizer Buchpreis 2018). I suoi libri in lingua italiana sono stati tradotti in tedesco presso il Rotpunktverlag di Zurigo. Ha anche scritto diversi musical e ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio letterario grigionese nel 2005.
Modera
Cristina Galbiati: regista e artista indipendente, cofondatrice del duo Trickster-p. Vincitrice del Premio svizzero di teatro nel 2017, ha completato la sua formazione alla Scuola Teatro Dimitri nel 1997. Con sede presso la casa del tabacco a Novazzano, Trickster-p crea progetti artistici innovativi, come i panorami sonori tridimensionali, presentati in tutto il mondo. Ha ricoperto il ruolo di responsabile per la Svizzera italiana di astej dal 2003 al 2013, e attualmente fa parte del Comitato delle arti sceniche del Canton Ticino e co-presidente di di t. Professionisti dello spettacolo Svizzera. Oltre alla sua attività di regista, autrice e creatrice, è Presidente della Sottocommissione arti sceniche e performative del Cantone Ticino, impegnandosi attivamente nello sviluppo e nella promozione della cultura teatrale nella regione.
Tra le pagine e il palcoscenico
L’eredità letteraria di Alice Ceresa: conferenza con la Prof. Dr. Tatiana Crivelli
Incontro dedicato alla scrittrice che ha più volte soggiornato a Cama.
presentato dalla Fondazione Cultura e Territorio e il Comune patriziale di Cama
Alice Ceresa: (1923-2001) cresciuta a Basilea e Bellinzona. Dopo la scuola di commercio a Bellinzona ebbe un primo impiego presso il quotidiano Il Dovere. Si trasferì quindi a Zurigo, dove frequentò i circoli dei fuoriusciti italiani tra cui Luigi Comencini, Franco Fortini e Ignazio Silone. Cominciò poi a lavorare per la Weltwoche che la mandò in Italia come redattrice culturale durante gli anni '45 - '50. In seguito, svolse corrispondenze culturali dalla Francia e dall'Italia per riviste e settimanali svizzeri e francesi. Nel 1950 Alice Ceresa si stabilì definitivamente a Roma. Lavorò come redattrice per la rivista Tempo presente, per la collana Associazione amatori d'Arte, per l'Unione nazionale contro l'analfabetismo e come consulente editoriale e traduttrice per Longanesi (con traduzioni di Gerold Späth, Helmut Heissenbüttel ed Elias Canetti). Alice Ceresa è emersa nel panorama narrativo italiano con La figlia prodiga (1967) che è stata insignita del Premio Viareggio opera prima ed è diventata un libro cult del femminismo italiano. In seguito Alice Ceresa ha pubblicato, oltre a singoli racconti e varie traduzioni, La morte del padre (1979) e il romanzo Bambine (1990). Quest'ultimo fu recepito favorevolmente anche in Svizzera e tradotto in tedesco e in francese.
Tatiana Crivelli: Professoressa ordinaria di letteratura italiana presso l'Università di Zurigo e direttrice dell'Istituto di Romanistica. Originaria del Ticino, ha condotto studi e ricerche negli Stati Uniti e in Italia, manifestando una profonda passione per la letteratura, in particolare per Leopardi, e per l'insegnamento. Con più di 100 pubblicazioni accreditate, ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo contributo alla diffusione della cultura italiana nel mondo. Nel 2020 ha curato la pubblicazione postuma del "Piccolo dizionario dell'ineguaglianza femminile", di Alice Ceresa.
Alice Ceresa
DOMENICA 24 NOVEMBRE
Grono, aula magna
Cünta ti che cünti mi:
un viaggio nelle favole popolari
Con Andrea Jacot-Descombes, presentato da Armando Dadò editore
C’era una volta la Svizzera italiana, con il suo tesoro di leggende e racconti.
C’era una volta un raccontastorie ansioso di portare questo tesoro alle orecchie di tutti, ma in special modo del pubblico giovane.
C’era una volta un illustratore con la mente piena di bellissimi disegni adatti proprio a completare queste storie.
Grazie all’incontro dei tre, oggi c’è questo libro! Un mosaico colorato e variegato che vuole permettere anche ai più piccoli di scoprire un altro modo di vedere il nostro territorio e la sua storia.
Al Festival Letteratura Moesano Andrea dà vita alle storie che animano la tradizione della Val Mesolcina portando i suoi piccoli ascoltatori in un mondo magico e affascinante.
Andrea Jacot Descombes
24 anni di scrittura: raccolta di racconti di Gerry Mottis
Lo sconosciuto è una raccolta definitiva dell’autore, un viaggio attraverso 24 racconti che rappresentano il meglio di 24 anni di produzione narrativa, una vasta gamma di generi che catturano l’attenzione per la loro unicità: dai vicoli oscuri del thriller ai meandri psicologici delle relazioni umane, attraverso cronache sconvolgenti, maledette, storie e leggende del proprio territorio, si approda infine a mondi paralleli, surreali, distopici.
Ogni vicenda è un’esplorazione dell’umano, dell’ignoto, del mistero, l’affanno di una speranza sfuggente, in cui la suspense e l’inaspettato sono padroni incontrastati. L’abilità di Mottis si rivela nella capacità di immergere il lettore in situazioni tanto variegate quanto sorprendenti, sfruttando tecniche e stili diversi. Con questi testi premiati e segnalati la raccolta promette dunque di sorprendere e appassionare, offrendo un’esperienza di lettura variegata e coinvolgente.
Al Letteratura Moesano Festival Gerry Mottis presenta il suo ultimo libro insieme ad Antonio Bolzani, giornalista RSI con cui per anni ha portato avanti la rubrica Consulenza linguistica.
Gerry Mottis
Tavola rotonda dedicata a Piero Chiara
e al Premio Chiara
Intervengono: Mauro Novelli, Tania Giudicetti Lovaldi, Serena Contini, Bambi Lazzati, Matteo Inzaghi
Moderatore: Stefano Vassere
Presentato da Biblioteca Comunale Grono
Lo scrittore Piero Chiara (Luino 1913- Varese 1986) ha avuto stretti legami con la Svizzera italiana. Durante la seconda guerra mondiale, dall’inizio ’44, Chiara è stato internato in Svizzera dove ha avuto frequenti rapporti con gli intellettuali ticinesi e grigionesi, durati fino alla sua morte.
Ha pubblicato presso Menghini a Poschiavo, sui Quaderni grigionitaliani , sul Giornale del Popolo… e molto altro che si potrà scoprire in occasione dell’incontro.
Piero Chiara
Premio Chiara 2024
Il Premio Chiara, giunto alla trentaseiesima edizione, rappresenta il più prestigioso riconoscimento letterario dedicato alle raccolte di racconti in lingua italiana pubblicate in Italia e Ticino. Questo premio, dedicato all'illustre scrittore Piero Chiara, ha l'obiettivo di valorizzare la cultura, i luoghi e i monumenti di Varese, della sua provincia e della Svizzera italiana, che hanno ispirato e affascinato lo scrittore nei suoi lavori.
In programma al Letteratura Moesano Festival sarà presente lo scrittore Santo Piazzese, finalista del Premio Chiara 2024 con la raccolta di racconti “Sei casi per Lorenzo La Marca” edizioni Sellerio. Lo scrittore arriverà direttamente da Palermo.
Ospiti anche i tre finalisti del Premio Chiara Giovani: Mario Giulio Facchetti e Claudio Giulio Facchetti di Luino e Rosa Fazioli di Bellinzona, oltre a Benedetto Viganò di Massagno, premio Regio Insubrica.
Il premio Piero Chiara
Venga a prendere il caffè da noi
Proiezione del film, diretto da Alberto Lattuada e tratto dal romanzo “La spartizione” di Piero Chiara pubblicato nel 1964
Introduzione di Matteo Inzaghi.
Il personaggio principale della storia è Emerenzano Paronzini, un invalido di guerra impiegato presso il Ministero delle Finanze, che per lavoro si sposta spesso tra Varese e Como, finché non decide di stabilirsi definitivamente a Luino, sul Lago Maggiore, dove conosce le sorelle Tettamanzi (…).
"Il caffè vien da noi" di Alberto Lattuada è un film che unisce con elegante ironia e critica sociale il personaggio di Emerenziano Paronzini, interpretato da Ugo Tognazzi. Ambientato nella provincia lombarda degli anni '70, il film esplora le atmosfere decadenti borghesi attraverso le vicende delle sorelle Tettamanzi e il loro incontro con il mondo viziato e infantile di Paronzini. La dettagliata recitazione di Tognazzi e le situazioni comiche si intrecciano con una critica satirica della società italiana del tempo, mettendone in luce il ridicolo e la superficialità.