L'atelier di Alberto Giacometti. Conferenza con Massimo Raffaeli
Stampa, Ciäsa Granda, venerdì 15 luglio, ore 20.30 RINVIATO

JanGenetIl programma di eventi collaterali Alberto Giacometti. Fuori casa presenta l'opera L'atelier di Alberto Giacometti di Jean Génet, insieme al francesista Massimo Raffaeli.

Nella sua biografia di Alberto Giacometti, lo scrittore americano James Lord ricorda la reazione di Pablo Picasso, i cui rapporti con l'artista erano quantomeno altalenanti, alla pubblicazione dell'opera L'atelier di Alberto Giacometti di Jean Génet: «E' il miglior libro su un artista che io abbia mai letto». Con lucidità e con la profondità visiva che solo la diretta conoscenza poteva permettere (Génet frequentò regolarmente Alberto dal 1953 al 1957), il controverso scrittore francese analizza infatti la personalità artistica di Giacometti, il pensiero che sta alla base della sua opera e la sua figura. 

Si trattò di una operazione per certi versi unica. Con la stessa profondità e con l'abituale essenzialità GIacometti realizzò in quegli anni diversi ritratti dell'amico, che per così dire lo ricambiò con un ritratto letterario. Sempre secondo Lord, il modello Génet mal sopportava le lunghe sedute a cui l'artista lo sottoponeva, ore e ore immobile su una scomoda sedia da cucina senza mai potersi muovere. Génet decise a un certo punto di interrompere le proprie sedute di posa, perché, disse, si sentiva trattato come un oggetto. Il ritratto conservato alla Tate Gallery conferma alcuni capisaldi della ritattistica giacomettiana: lo scrittore é raffigurato frontalmente, il volto affilato, le linee rapide e precise di chi considerava la semplicitànon come una debolezza o un punto di partenza ma un agognato, sofferto e mai completamente raggiungibile punto d'arrivo. 

L'opera di Génet fu pubblicata per la prima volta integralmente in francese nel 1958 e tradotta in Italiano per la casa editrice Il Melangolo da Massimo Raffaeli nel 1992. 

Raffaeli, francesista e filologo, ha tradotto dal francese numerosi autori di primo piano, tra i quali Céline e Zola, ma si é anche occupato, quale curatore, di importanti autori italiani come Volponi e Primo Levi. 

Attraverso la sua guida, ci addentreremo nella complessità tematica e linguistica dell'opera di Génet, rivedendo con i suoi occhi l'Atelier parigino... a due passi dall'Atelier di Stampa. 

Informazioni: bregaglia@pgi.ch / Tel. +41 (0)81 822 17 11 (Maurizio Zucchi)

 

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