Giacometti in jazz. Concerto al Castelmur
Coltura (Stampa), Giardino del Palazzo Castelmur,  7 agosto 2016, ore 15.00 

rsz giacojazz

Un concerto jazz nell'ambito della rassegna Musica e Natura organizzato dalla Pgi Bregaglia in collaborazione con AmbriaJazz e dedicato ad Alberto Giacometti. Musiche che fanno parte della storia del genere, di Ellington, Goldman, Blake, Waller e altri. Dei grandi classici eseguiti da un quartetto di eccellenti musicisti italiani.
 

Una ritmica di tutto rispetto con Francesco D'Auria alle percussioni e batteria, Attilio Zanchi contrabbassista già nello storico quintetto di Paolo Fresu, accompagnati dal clarinetto di Alfredo Ferrari e dal vibrafono di Marco Bianchi.
Una collaborazione, quella con Musica e Natura, ormai tradizionale, arricchita dalla professionalità e dalle conoscenze nel settore del gruppo di AmbriaJazz, realtà valtellinese consolidatasi con l'organizzazione un calendario di appuntamenti di prim'ordine di musica jazz oltreconfine. 

Perché un Concerto Jazz in onore dell'artista bregagliotto?
Il jazz non fu, forse, tra i generi musicali più amati dal pittore e scultore, eppure, scavando nelle analogie e nelle consonanze tra due mondi artistici e musicali, troviamo dei tratti che li accostano in maniera sorprendente. 
L'attenzione e il recupero dell'arte primitiva, asciutta ed essenziale, in chiave contemporanea da parte di Alberto fa il paio con il recupero delle suggestioni originarie e black del primissimo jazz. 
L'ossessiva ripetizione dei motivi figurativi, purtuttavia con continue variazioni nelle pitture e nelle sculture di Giacometti trova un parallelo nelle strutture regolari e ripetute dei jazz standard.

Il filo rosso che li lega è se possibile molto più solido: la filosofia esistenzialista. Da un lato si tratta di un rapporto anche personale. Jean Paul Sartre, grande amico di Giacometti e fondamentale ispiratore della sua poetica artistica, aveva importanti rapporti con la scena jazz della capitale francese. Non a caso, proprio nelle caves esistenzialiste ove si tenevano le discussioni del gruppo intellettuale furono ospitati diversi musicisti jazz. In questo contesto nacquero personaggi che costituiscono dei veri ponti tra i due movimenti culturali, quali Juliette Gréco, che esordì nella prima cave esistenzialista, il Tabou proprio nel 1944 e per la quale autori come Sartre e Queneau scrissero dei brani musicali.

Il jazz era la colonna sonora del movimento esistenzialista filosofico e diviene, perciò, la colonna sonora anche della sua declinazione artistica.

Il jazz è figlio di una cultura musicale espressionistica ed etnica e c'è chi, per l'arte di Giacometti, ha utilizzato la definizione di espressionismo interiore.

Ecco perché il filo invisibile tra New Orleans, il luogo dove il jazz è nato e Parigi, quello dove si è poi affermato in Europa, giungerà domenica 7 agosto a Stampa, con l'omaggio in jazz ad Alberto Giacometti nel cinquantesimo della sua scomparsa.

Il prezzo del biglietto di ingresso è di 20—Chf (adulti)e 10.- Chf (ragazzi)

Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere ad Andrea Crüzer, tra gli organizzatori dell'intero calendario di Musica e Natura. Tel. +41 (0)79 642 89 82, mail: info@tipo-stampa.ch

 

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