Di arte, letteratura e lingua
Uscito il terzo numero del 2013 dei Quaderni grigionitaliani

FilippoTuenaQgiIl fascicolo apre con la sezione «L’inedito», che offre spazio a Filippo Tuena, scrittore di origine poschiavina, nato a Roma in una famiglia di antiquari svizzeri e attualmente residente a Milano. Autore di romanzi, saggi e biografie, ha vinto premi prestigiosi come il Grinzane Cavour, il Viareggio e il Bagutta.



Il secondo testo è dedicato all’autore mesolcinese Dario Zendralli, conosciuto con il soprannome di Kopeko. Il pittore e critico d’arte ticinese Dario Bianchi traccia di lui un ritratto avvincente. Dedito tanto alla musica, moderna e classica, quanto alla pittura, è stato un tipico rappresentante dei movimenti di contestazione e di fervida creazione degli anni Sessanta. Un percorso che lo ha portato sia ai successi della musica leggera, sia alla composizione di opere musicali impegnative come il Concerto delle generazioni dato a Milano nel 1969 o quello dedicato al Segretario delle Nazioni Unite, che venne interpretato lo stesso anno a New York e a Springfield, sia a «psicoconcerti», ispirati a pitture contemporanee; sia alla scrittura di romanzi e racconti che alla realizzazione di un’opera pittorica.

L’arte contemporanea continua a trovare un posto in Bregaglia. Recente è stata l’iniziativa del gallerista di origine bregagliotta residente a Coira Luciano Fasciati, che ha aperto uno spazio di creazione artistica all’interno del grande e lussuoso Hotel Bregaglia. In un intervista con Stefano Fogliada, Fasciati spiega l’origine del progetto, la scelta del luogo, il concetto della mostra, la selezione degli artisti e il recente coinvolgimento del Palazzo Castelmur. Il critico Joël Pfister presenta quindi un’ampia illustrazione, con il testo e l’immagine, dell’intervento di arte contemporanea all’interno dell’albergo.

Un’altra performance artistica voluta dalla Pgi per l’anno dedicato alla «donna nel Grigionitaliano» è stata la serie di otto trittici realizzati da tre fotografe in ognuna delle tre regioni. Questi otto trittici, realizzati da Milena Keller-Gisep, Milena Ehrensperger e Deborah Zala, sono stati e verranno esposti in vari luoghi del Grigionitaliano, nonché sul nuovo sito www.grigionitaliano.ch. La mostra viene presentata dal suo curatore, il critico d’arte Gian Casper Bott, che ne spiega il concetto, la genesi e l’attuazione.

La terza componente del numero è la lingua italiana, usata dal tipografo Dolfin Landolfi di Poschiavo per la stampa di testi riformati da diffondere in Italia. Il quinto dei «saggi ritrovati», nella traduzione di Gian Primo Falappi, è quello di Conradin Bonorand, che uscì in tedesco nel 1970. Si tratta certamente della monografia più completa sulla celebre tipografia che ebbe così tanta influenza in Lombardia verso la metà del Cinquecento che il nunzio pontificio ne chiese ufficialmente la chiusura alle Tre Leghe. Bonorand spiega le origini della famiglia Landolfi e le probabili circostanze della conversione di Dolfin alla Riforma e indica i suoi contatti probabili con stampatori della Svizzera tedesca, con i riformatori di Zurigo e San Gallo, e con gli ambienti lombardi.

In tempi più recenti un’altra iniziativa editoriale ha permesso la diffusione di testi italiani per lo più letterari che non potevano essere pubblicati sotto il fascismo. Si tratta della collana «L’ora d’oro» creata dal parroco e poeta poschiavino Felice Menghini per dare spazio ad autori fuoriusciti italiani come Aldo Borlenghi, Giancarlo Vigorelli, Giorgio Scerbanenco e svizzeri come Reto Roedel e Remo Fasani. Il critico e docente universitario Georges Güntert narra il ritrovamento del carteggio di Menghini da parte di Andrea Paganini, da cui sono scaturiti una tesi di dottorato, un convegno e varie pubblicazioni. Un impegno che è valso a Paganini il Premio letterario grigione nel 2012.

Molto è stato detto in questi ultimi tempi sull’importanza dell’italiano nelle aziende svizzere, mettendone in dubbio l’utilità dell’apprendimento, sia rispetto a un’altra lingua nazionale, sia, soprattutto, rispetto all’inglese. Barbla Etter ha svolto un’inchiesta a tappeto per la sua tesi di master sull’uso delle lingue nelle aziende grigionesi; i risultati sono dettagliatamente presentati.

Importante spazio è dato infine alla presentazione di un progetto transfrontaliero ambizioso e promettente, illustrato da Alessandro Della Vedova, che mira alla creazione di un Centro tecnologico del legno in Valposchiavo.

Per informazioni e ordinazioni è possibile contattare la Sede centrale della Pgi telefonando al numero 081 252 86 16 oppure scrivendo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.



7 ottobre 2013

 

 

 

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